Guida per il lavoratore autonomo

Ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo :

L’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo è soggetto alla disciplina dei flussi di ingresso secondo un contingente stabilito dal Governo ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 286/98. Un cittadino extracomunitario che intende, quindi, esercitare un’attività non occasionale di lavoro autonomo, industriale, professionale, artigianale o commerciale, ovvero che intenda costituire una società di capitali o di persone o accedere a cariche societarie, deve innanzitutto attendere l’emanazione del decreto flussi per presentare la richiesta del visto di ingresso alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel paese di residenza.
Attenzione !!
L’esercizio di una di tale attività è subordinato non solo all’emissione del decreto flussi ma anche alle categorie che lo stesso decreto flussi individua di volta in volta (es. negli ultimi 4 anni sono stati esclusi, tra altri casi, gli ingressi per motivi di lavoro ai collaboratori a progetto, a soci di società cooperative).

I REQUISITI

Il cittadino straniero che intenda svolgere in Italia un’attività di tipo autonomo/imprenditoriale deve ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 286/98 :
· disporre delle risorse adeguate per l’esercizio dell’attività che intende intraprendere in Italia e essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge italiana per l’esercizio della singola attività (es. iscrizione albi, registri, ecc.);

· disporre di una idonea sistemazione alloggiativa;

· Disporre di un REDDITO ANNUO, proveniente da fonti lecite, di un importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria;

LA PROCEDURA

Il cittadino extracomunitario deve seguire una procedura dettagliata per l’ottenimento del nulla osta dalla Questura, presupposto essenziale per la richiesta del visto di ingresso per lavoro autonomo. Nel caso si trovi già in Italia per altre ragioni (es. turismo o affari) può personalmente presentare le richieste ai diversi uffici, altrimenti potrà seguire tutta la procedura un procuratore munito di apposita delega.

Primo step :

Richiesta della DICHIARAZIONE CHE NON SUSSISTANO MOTIVI OSTATIVI AL RILASCIO DEL TITOLO ABILITATIVO O AUTORIZZATORIO.
Nel caso in cui si intende svolgere una delle attività per le quale sono richieste delle autorizzazioni, licenze o l’iscrizione ad appositi registri o albi, ovvero la presentazione di una dichiarazione o denuncia ed ogni altro tipo di adempimento amministrativo L’autorità amministrativa competente al rilascio di tale dichiarazione, che può essere richiesta anche tramite un procuratore munito di apposita delega, è:
· il MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA per le seguenti attività professionali: Agenti di cambio, Agronomi e Dottori Forestali, Agrotecnici, Architetti, Assistenti sociali, Attuari, Avvocati, Biologi, Chimici, Dottori commercialisti, Consulenti del lavoro, Geologi, Geometri, Giornalisti, Ingegneri, Psicologi, Ragionieri e periti commerciali, Revisori contabili, Tecnologi alimentari, Periti agrari, Periti industriali. Requisito fondamentale per il rilascio di detta dichiarazione sarà il riconoscimento del titolo professionale;
· la CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA (CCIAA) (competente anche per le attività soggette ad iscrizione in albi, registri o elenchi che vengono tenuti dalla stessa) per le cd attività libere, per le quali non è prevista l’iscrizione ad albi o titoli autorizzatori;
· il MINISTERO DELLA SALUTE. per le professioni sanitarie.

ATTENZIONE!!! Per esercitare una professione è necessario il previo riconoscimento del titolo professionale quando questo è stato conseguito in un Paese non appartenente all’Unione Europea. Per quanto concerne l’esercizio di una professione sanitaria, anche a carattere occasionale, è richiesto il preventivo riconoscimento da parte del Ministero della Sanità. Per le professioni sottoposte alla vigilanza del Ministero della Giustizia, il procedimento di riconoscimento del titolo avviene presso la direzione generale degli Affari Civili – Ufficio VII – Reparto Internazionale, in base ai criteri di cui alle direttive 89/48 e 92/51/CEE che già disciplinano la materia per i cittadini comunitari.

Secondo step :

Richiesta dell’ATTESTAZIONE DEI PARAMETRI FINANZIARI DI RIFERIMENTO: attestazione della Camera di commercio competente per territorio dei parametri riguardanti la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere (l’attestazione dell’autorità competente e quella della Camera di commercio sono richieste anche agli stranieri prestatori d’opera presso società, anche cooperative, costituite da almeno tre anni);
Tale attestazione non è altro che una dichiarazione che riporta quali e quante risorse finanziarie occorre possedere per l’esercizio di una determinata attività autonoma o imprenditoriale.
Questa dichiarazione è rilasciata:
· dal competente Ordine professionale nel caso di attività che richiedono il rilascio di un titolo abilitativo o autorizzatorio.
· dalla Camera di Commercio (CCIAA) del luogo in cui l’attività verrà svolta, nel caso in cui si tratti di un’attività che non richieda il rilascio di un titolo abilitativo o autorizzatorio,
La Camera di Commercio non è tenuta a verificare l’effettiva disponibilità delle risorse economiche e non è tenuta al rilascio dell’attestazione dei parametri finanziari nei seguenti casi:
a) nel caso di possesso, da parte dello straniero, di “titolo” di subentro in una attività imprenditoriale già avviata. In tal caso la Camera rilascerà una specifica attestazione relativa alla validità ed idoneità di detto “titolo” ai fini del subentro dell’interessato nell’esercizio dell’attività indicata. Tale attestazione sostituisce quella relativa ai parametri finanziari;
b) nel caso di consulenti anche con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
c) nel caso in cui il lavoro autonomo che si intende esercitare consista nella collaborazione ad imprese iscritte al Registro Imprese già attive in Italia, da parte di soggetti che rivestono cariche sociali o soci prestatori d’opera di società o cooperative;
d) nel caso di stranieri in possesso di permesso di soggiorno rilasciato per motivi che consentono l’esercizio di attività lavorativa.

I criteri utilizzati per la definizione dei parametri variano a seconda della natura dell’attività e si basano sulla valutazione di eventuali:
- costi per immobili (acquisto o locazione)
- costi per macchinari ed impianti
- costi per attrezzature
- costi diversi (contratti di fornitura – scorte)

Tali parametri devono attestare la disponibilità in Italia, da parte del richiedente, di una somma non inferiore alla capitalizzazione, su base annua, di un importo mensile pari all’assegno sociale.

N.B. Le dichiarazioni devono avere una data non anteriore a tre mesi dalla richiesta del visto di ingresso.

Terzo step :

Richiesta di nulla osta in Questura
In presenza di queste condizioni, il cittadino straniero deve richiedere alla Questura territorialmente competente, il NULLA OSTA PROVVISORIO AI FINI DELL’INGRESSO. Tale nulla osta dovrebbe essere rilasciato entro 20 gg dalla data di ricevimento dell’istanza.

Per ottenere il nulla osta al lavoro da parte della questura occorre esibire:
- LA DICHIARAZIONE CHE NON SUSSISTONO MOTIVI OSTATIVI AL RILASCIO DEL TITOLO ABILITATIVO O AUTORIZZATORIO: attestazione dell’autorità competente, di data non anteriore a tre mesi, rilasciata anche al procuratore, che dichiari che non sussistono motivi che impediscono il rilascio dell’autorizzazione, licenza o nulla osta o iscrizione in un apposito registro o albo prevista per lo svolgimento della specifica attività professionale da svolgere. Come detto, per l’esercizio di una professione è necessario il riconoscimento del titolo professionale straniero conseguito in un paese non appartenente all’Unione Europea: per la professione sanitaria è competente il Ministero della Salute, per le altre professioni il Ministero della Giustizia;

- L’ATTESTAZIONE DEI PARAMETRI FINANZIARI DI RIFERIMENTO: attestazione della Camera di commercio competente per territorio dei parametri riguardanti la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere (l’attestazione dell’autorità competente e quella della Camera di commercio sono richieste anche agli stranieri prestatori d’opera presso società, anche cooperative, costituite da almeno tre anni);

- Documentazione relativa alla sistemazione alloggiativa in Italia

Quarto step :

Richiesta visto per lavoro autonomo

Una volta ottenuto il nulla osta all’ingresso, il cittadino straniero DEVE RICHIEDERE ALLA RAPPRESENTAZIONE DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA IL VISTO DI INGRESSO PER LAVORO AUTONOM.
La Rappresentanza verificherà anche la sussistenza della quota nell’ambito del decreto flussi.
Per la richiesta del visto occorre produrre i seguenti documenti:
· formulario per la domanda del visto d’ingresso
· fotografia recente in formato tessera
· documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto
· a seconda del tipo di attività:
a. Nel caso di libero professionista: dichiarazione rilasciata dall’amministrazione preposta alla concessione della eventuale abilitazione, licenza, autorizzazione, o alla ricezione della denuncia di inizio attività, ovvero dagli Enti preposti alla vigilanza degli ordini professionali.
b. Nel caso di imprenditore, commerciante, artigiano: Attestazione dei parametri finanziari di riferimento.
c. Nel caso di titolare di contratto per prestazione d’opera, consulenza: ü copia dell’ultimo bilancio depositato presso il Registro delle imprese (società di capitali), o dell’ultima dichiarazione dei redditi (società di persone o impresa individuale), dal quale risulti che l’entità dei proventi o dei redditi sia sufficiente a garantire il compenso
ü certificato di iscrizione della società attiva da almeno tre anni nel registro delle imprese (nel caso di contratto con impresa italiana), o analoga attestazione, vidimata dalla Rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente (nel caso di contratto con committente estero)
ü copia della dichiarazione di responsabilità, già rilasciata o inviata dal committente italiano (o dal suo legale rappresentante) alla competente Direzione Provinciale del Lavoro, Servizio Ispezione del Lavoro, con la quale si indichi che in virtù del contratto stipulato, non verrà instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato.

Disponibilità di un alloggio idoneo dimostrabile secondo una delle seguenti modalità:

- contratto di acquisto o locazione di un immobile
- dichiarazione resa ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 4.1.1968, n.15
- dichiarazione resa ai sensi delle medesime norme da un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, che attesti di aver messo a disposizione del richiedente il visto un alloggio idoneo, corrispondente ai parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Dimostrazione di un reddito, acquisito nel precedente esercizio finanziario nel Paese di residenza, di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Nulla Osta in originale della Questura territorialmente competente.
Le Rappresentanze diplomatiche o consolari possono richiedere al cittadino extracomunitario documenti aggiuntivi per il rilascio del visto di ingresso per lavoro autonomo.

 

Ultimo step :

Una volta entrati in Italia
Una volta effettuato l’ingresso in Italia, il cittadino straniero DOVRÀ, ENTRO 8 GIORNI LAVORATIVI , presentare la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo utilizzando gli appositi Kit e inviandoli per mezzo dell’Ufficio postale.

 

(Fonte: www.stranieriinitalia.it)

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